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Il documento è strutturato in tre parti.

La prima parte descrive il progetto che un gruppo di docenti sperimenta con gli allievi di terza media del nostro istituto durante l' anno scolastico 2001-2002.

La seconda parte presenta i dati statistici del progetto inerenti gli 8 'pomeriggi a moduli differenziati' fin qui svolti.

Le ultime pagine riportano schematicamente gli obiettivi del progetto, le strategie e le misure operative scelte per raggiungerli ed infine le modalità di valutazione da applicare.

Nell'elaborazione dell'intero progetto e nella stesura del testo di questo documento preziosi ed indispensabili sono stati i contributi dei colleghi Stefano Cairoli, Chiara Regazzoni e Michela Chiesa.

Un plauso particolare e sincero lo meritano inoltre gli allievi di terza media e i docenti coinvolti nel 'pmd' per l'impegno e la dedizione da loro profusi nelle attività sinora svolte.

Visitando il sito http://magistrale.ti-edu.ch/sm è possibile mantenere un aggiornamento delle attività proposte durante questi pomeriggi a moduli differenziati.



Sommario

A - PREMESSE E MOTIVAZIONI DEL PROGETTO

B - DESCRIZIONE E TEMA DEL PROGETTO

C - ORGANIGRAMMA DELLE RISORSE UMANE E COMPENSI

D - TIPOLOGIA DEI CORSI OFFERTI

E - CONDUZIONE DEL PROGETTO E STRATEGIE DI VALUTAZIONE

F - PRESENTAZIONE DEL PROGETTO ALLE VARIE COMPONENTI

G - AUTONOMIA DI SCELTA DEGLI ALLIEVI

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A - PREMESSE E MOTIVAZIONI DEL PROGETTO

 Il progetto generale "Star bene a scuola, è possibile?" suggeriva che le classi ideali per sperimentare ogni progetto d'istituto 2001-2002 fossero da scegliersi tra quelle che, lo scorso giugno, hanno terminato la seconda media, in quanto, a conclusione del progetto generale (novembre 2002), gli allievi di queste classi frequenteranno l'ultimo anno di scuola media.
La nostra scelta di seguire il suggerimento è sostenuta dal fatto che, sotto il profilo del benessere, le classi 2A, 2B e 2C della scuola media di Breganzona presentavano realtà molto diversificate, interessanti quindi da studiare.
Al termine del primo semestre dello scorso anno scolastico le situazioni particolari delle classi 2A e 2B mostravano due realtà quasi agli antipodi; la classe 2C risultava una via di mezzo.
Gli allievi di 2A, con circa 50 insufficienze, confessavano una poca motivazione verso lo studio e un minimo piacere di stare assieme. Secondo i ragazzi, questa loro apatia era da ricondursi ad una generale mancanza di disponibilità da parte dei docenti a capire le loro difficoltà scolastiche e le loro ansie. Sul fronte opposto, parecchi docenti dichiaravano un'evidente difficoltà a far passare anche le più basilari conoscenze scolastiche e manifestavano un forte malessere nei confronti della classe. Tale situazione non ha reso semplice il compito della docente di classe nei rapporti con i genitori.
Al contrario, la situazione della classe 2B appariva diametralmente opposta: scolasticamente abbastanza bravi, interessati e partecipi al lavoro svolto in classe, tanto da riuscire a suscitare nei loro docenti continui stimoli per rinnovate proposte.
Nel corso del secondo semestre la divergenza fra queste due realtà di classe si è acuita, sia in termini di benessere, sia dal profilo del rendimento scolastico: alla fine dell'anno in 2A, oltre a due note "3" in comportamento, si contavano ben 41 insufficienze contro le 18 in 2B.
In accordo con i docenti coinvolti, il Consiglio di Direzione ha previsto per la futura 3A una nuova docente di classe e cambiamenti di docenti in tre o quattro materie.
Alla curiosità del ricercatore si presentano quindi spaccati di vita scolastica comunitaria tra loro assai disparati, ma soprattutto un fertile osservatorio/laboratorio per espandere la conoscenza sul tema della conflittualità a scuola.

Tenuto conto di quanto detto sopra, il nostro cammino è iniziato dai risultati raccolti tramite i vari questionari. Tuttavia, più che alle mere risultanze statistiche, abbiamo dato ampio spazio alle preoccupazioni, ai bisogni e ai desideri espressi durante i molteplici incontri tenuti con le tre componenti nella fase d'elaborazione cognitiva e affettiva del progetto.
Allievi, genitori e docenti hanno identificato chiaramente alcuni aspetti importanti della vita scolastica del nostro istituto da cambiare.
E lo vogliono fare assieme.
Senza le premesse di poter operare congiuntamente e di credere che solo in questo modo i risultati saranno rilevanti, l'idea della proposta di un "pomeriggio a moduli differenziati" non sarebbe nata e avrebbe avuto poche possibilità di riuscita.
Durante le attività svolte nella fase d'elaborazione (vedi rapporto finale), gli allievi delle classi di seconda media avevano sovente espresso il bisogno di maggior rispetto e considerazione da parte dei docenti. Avanzavano la richiesta di essere ascoltati, capiti e sostenuti nelle loro emozioni e nelle loro difficoltà. Esprimevano il desiderio di potersi divertire, di lavorare più sovente assieme (lavori di ricerca), di avere più tempo per parlare dei loro problemi. La speranza di svolgere attività creative e partecipare a lezioni più accattivanti senza che vi fosse una divisione in corsi base e attitudinale, era sempre viva in loro e chiaramente manifesta.
I genitori condividevano gran parte delle suggestioni degli allievi e auspicavano, in particolare, che l'ora di classe potesse diventare settimanale, al fine di coinvolgere maggiormente gli allievi nella vita scolastica.
Il tema della partecipazione è emerso in più di un'occasione, sia da parte degli allievi sia da parte di qualche genitore.
I genitori e i docenti hanno individuato, tra i vari aspetti migliorabili per poter star bene a scuola, il rapporto "scuola-famiglia". Nella vita scolastica del nostro istituto, questo delicato primo legame tra il mondo della scuola e la realtà esterna è stato sovente fonte di malintesi e merita quindi un'attenzione tutta speciale.
Le riunioni organizzate per i genitori e per i docenti nell'ambito di questo progetto, i costanti scambi di impressioni nel corso di più colloqui informali, hanno lasciato trasparire, da parte di molti genitori, un'evidente incomprensione degli obiettivi di fondo dell'attività scolastica e un'incertezza relativa alle competenze e alle responsabilità che i ruoli di genitore e di docente comportano.

I genitori sentono la necessità di creare un linguaggio comune con i docenti e di poter instaurare con loro un rapporto di 'partnership', perché questo confronto paritario può favorire la comunicazione e aiutare a capirsi meglio. Entrambe le componenti sanno di condividersi l'arduo compito dell'educazione dei giovani e ritengono fondamentale che ci sia maggiore concertazione tra scuola e famiglia nel fissare obiettivi educativi comuni.
In questi ultimi due mesi e mezzo il progetto "pomeriggio a moduli differenziati" si è via via definito. Una prima idea vaga e confusa si è concretizzata e strutturata in un processo di confronto continuo tra allievi, genitori e colleghi che ha permesso di definire il tipo di proposta che meglio può rispondere alle legittime richieste di tutti, per una scuola più vivibile e sana che sappia equilibrare i compiti di formazione disciplinare con le responsabilità educative in un clima di benessere sociale.
Naturalmente la proposta deve innanzi tutto riconoscere e rispettare i limiti invalicabili entro i quali le è permesso di crescere.
L'esperienza ci insegna che molti buoni propositi di cambiamento fondati sulla realizzazione di attività alternative e rinnovatrici all'interno di strutture scolastiche assai rigide come le nostre, di solito, si sciolgono come neve al sole. Un esempio di questa tipologia di rinnovamenti pedagogico-didattici sono quelle attività speciali che periodicamente sono consumate in concomitanza di determinate date del calendario scolastico. In alcuni istituti questa abitudine è divenuta una tradizione di chiaro valore educativo e culturale. Riconosciuto il giusto merito a quei docenti che con tanto lavoro di "volontariato" le organizzano, rimane il rammarico che queste esperienze di qualità siano sempre dei momenti episodici e quasi mai legati alle quotidiane attività svolte all'interno delle aule. Pertanto esse possono segnare solo molto parzialmente la vita comunitaria di una scuola.
Le tre componenti che hanno partecipato alle varie riunioni finora tenute concordano dunque nel voler dare a questo nuovo elemento d'aggregazione sociale e di formazione trasversale &endash; il pomeriggio a moduli differenziati - una presenza continua all'interno dell'orario scolastico 2001-2002 delle tre classi di terza media.

L'aspetto modulare di questo progetto era d'altronde già presente nel modello nel documento "Prospettive per la scuola media" e aveva suscitato parecchio interesse in alcuni docenti del nostro istituto.

Naturalmente il "pomeriggio a moduli differenziati" riprende solo in parte la struttura del modello citato: ne adotta alcuni principi di base e quello spirito rinnovatore che a quel tempo mosse i suoi ideatori.

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B - DESCRIZIONE E TEMA DEL PROGETTO

Durante un intero pomeriggio (due o più ore-lezione) e per tutte le settimane dell'anno, gli allievi delle future tre classi di terza media potranno liberamente scegliere, di volta in volta, tra le varie attività loro proposte. Non si dovranno dividere in base alla loro riuscita scolastica (corsi base e attitudinale), ma potranno operare una vera scelta secondo criteri soggettivi e strettamente personali.
La decisione di proporre questa forma opzionale d'iscrizione scaturisce da due importanti convinzioni intrinsecamente legate:

Le proposte dei docenti coinvolti intendono essere momenti creativi e ricreativi di confronto generati e, in seguito, sviluppati durante un percorso articolato in laboratori interattivi e/o formativi che permettano:

Nello sviluppo di questa nostra idea si è voluto tener conto, in primis, degli obiettivi del benessere. In altre parole, era indubbio che le unità di studio del pomeriggio alternativo non avrebbero dovuto sommarsi al già forte carico di lavoro del normale orario scolastico di 33 ore-lezione, ma che avrebbero dovuto rappresentare piuttosto una differente metodologia di intervento nel campo della didattica formativa.
Questo ha comportato l'identificazione di alcune materie che avrebbero potuto dedicare parte del loro tempo (1 ora-lezione al massimo) ad attività da svolgersi secondo modalità alternative.
Per motivi di opportunità, la scelta è caduta sulla matematica (1 ora-lezione delle 5 previste dalla griglia oraria), sul francese (1 ora-lezione delle 3), sulla storia (1/2 ora-lezione delle 2 e 1/2) e sull'ora di classe (tutta la 1/2 ora-lezione).

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C - ORGANIGRAMMA DELLE RISORSE UMANE E COMPENSI

Di principio i docenti di matematica, francese e storia coinvolti nelle attività di questo progetto saranno gli stessi che già lavoreranno con le classi di terza media durante le altre lezioni della settimana.

E' necessario, a questo punto, fare delle precisazioni riguardanti alcune materie:

Per il lavoro che svolgerà durante le lezioni di questo pomeriggio alternativo, Camillo Tanzi riceverà un compenso corrispondente a 1 ora-lezione nel computo del monte-ore delle opzioni di 4a media.

Inoltre, il lavoro di carattere organizzativo del pomeriggio alternativo e tutte le altre attività riguardanti il progetto generale "Star bene a scuola, è possibile?" che i due collaboratori di direzione, C. Tanzi - responsabile di sede per il progetto "Ecoles et santé" - e S. Cairoli dovranno svolgere al di fuori del normale tempo scolastico, saranno loro riconosciuti con un compenso iniziale di 1/2 ora-lezione nel computo del monte-ore delle opzioni di 4a media.

Al fine di stabilire una retribuzione equa e corrispondente al lavoro effettivo, ora difficilmente calcolabile, il responsabile della sede terrà un conteggio preciso di tale impegno. In seguito verrà concordata con la Direzione della sede e i responsabili cantonali del progetto l'entità finale di tale compenso.

 In sintesi: (ore settimanali)

mat
fra
sto
div
OC
C.D.
m.ore
totali
Manuela Gerber
1

1
Camillo Tanzi
1
0
0
0
0
0
1.5
2.5
Stefano Cairoli
1

0
0.5
0
1
2.5
Marcello Duchini
1

1
Roberta Sormani

1

1
Chiara Regazzoni

1.5

1.5
Joëlle Palli

1

1
Fabrizio Buletti

0.5
0.5
0

0

1
Dario Berta

1

1
Adelaide Sonego

0.5

0.5
1
Carlo Salis

0.5

0.5
1
Fernando Benzoni

1

Giovanna Albergati

1

totale
4
4
1.5
2
1.5
0
3.5
16.5

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D -TIPOLOGIA DEI CORSI OFFERTI

docenti dei diversi gruppi di materia coinvolti saranno chiamati ad elaborare proposte di lavoro che riterranno adeguate agli obiettivi del progetto e, in collaborazione con i docenti di classe e con i responsabili del progetto, valuteranno i risultati ottenuti.

Unità di studio a carattere multidisciplinare o interdisciplinare potranno essere elaborate.
Le materie coinvolte non devono necessariamente essere solo quelle previste dal progetto (matematica, francese, storia).

Le indicazioni qui di seguito intendono dare un'idea del tipo d'attività che si potrà proporre.

ora di classe:
come auspicato da allievi, genitori e docenti, il momento dell'ora di classe diventerà un appuntamento settimanale programmato nell'orario scolastico subito dopo le attività.
Questo permetterebbe agli allievi di discutere dei loro problemi, di esplicitare le loro paure, ansie e difficoltà, di parlare di ciò che interessa loro e di riflettere su quello che li circonda. Ci sarà anche il tempo per fare dei giochi, per valutare l'andamento del progetto, per elaborare nuove proposte o per presentare alcuni aspetti del lavoro svolto durante le attività nei vari gruppi.

matematica:
un corso con forte legame fra l'attività scolastica e la realtà e che sviluppi possibilmente un aspetto interdisciplinare. Proposta di una situazione-problema (magari suggerita/scelta dagli allievi) in relazione a 'écoles et santé' da analizzare secondo il modello di laboratorio di matematica con modalità applicate di diverso tipo (ricerca &endash; indagine/analisi &endash; creazione/sviluppo &endash; produzione), con l'idea che non tutti fanno tutto, ma che il tutto è un risultato del lavoro del gruppo. Si potrà procedere con raccolta dati, elaborazioni di questionari, uso di mezzi informatici per schedare le risposte ed elaborarle (Filemaker) per eventuali approfondimenti della tematica con uso d'altri applicativi (Word-Excel-Internet…).

francese:
utilizzo di filmati, cartoons, testi scritti, attività di ricerca, corrispondenza e-mail (eventualmente "chat"), presentazione di personaggi internazionali famosi e/o amati dai ragazzi.

storia:
secondo modalità contemplate nel programma, si pensa di presentare spaccati culturali dei nativi americani, come pure aspetti inerenti la stregoneria. In qualità di membri di una comunità scolastica, alcune unità di riflessione civica e sociale possono essere introdotte.

diversità:
attività creative: unità di questo tipo si potranno fare tramite laboratori interattivi di teatro, danza, musica, o disegno. La visione di film in sale cinematografiche o nella nostra aula di musica, sarà seguita da riflessioni e da lavori d'arte applicata.

momenti di socializzazione: cucinare e pranzare assieme, giochi di ruolo e attività di riflessione permetteranno di sviluppare la conoscenza dell'altro. Oltre alla programmata "settimana bianca" si possono organizzare altre attività sportive, o incontri con allievi d'altre scuole.

Una proposta di tabella riassuntiva del numero di "Unità di Studio" (US) che si pensa offrire in ciascuna disciplina potrebbe essere la seguente:

mate
francese
storia
diversità
totale
OC
U.S.
40
50
20
55
165
102

1 US corrisponde ad un gruppo d'allievi che lavora con uno o più docenti durante 2 ore-lezione.

La seguente tabella riassume invece l'onere preventivato &endash; suddiviso per materia - in termini di 'ore-lezioni annuali' di ogni docente direttamente coinvolto nel progetto.

mat
fra
sto
div
OC
C.D.
extra
ore-lez
com-penso
Manuela Gerber
34

34
1
Camillo Tanzi
12
12
10
18
16
0
34
102
2.5
Stefano Cairoli
20

14
34
0
34
102
2.5
Marcello Duchini
34

34
1
Roberta Sormani

34

34
1
Chiara Regazzoni

40

11

51
1.5
Joëlle Palli

34

34
1
Fabrizio Buletti

12
12
10

0

34
1
Dario Berta

16

18

34
1
Adelaide Sonego

34

34
1
Carlo Salis

34

34
1
Fernando Benzoni

12
22

34
1
Giovanna Albergati

34

34
1

595
16.5
totale
100
132
50
127
118
0
68
409

Le ore denominate "extra" sono la quantificazione del tempo &endash; calcolato in ore di scuola/lezione ma al di fuori del loro normale orario scolastico - che i due collaboratori di direzione Cairoli e Tanzi avranno a disposizione sia per il progetto d'istituto particolare (pomeriggio a moduli differenziati) sia, più in generale, per il progetto "Star bene a scuola, è possibile?".

C. Tanzi si occuperà di allestire un registro di tutte le attività svolte nell'ambito di questo progetto d'istituto, segnando i nominativi dei docenti partecipanti. Questo controllo permette di garantire una "memoria storica" delle attività proposte con la convinzione che solo una completa trasparenza aiuta a coltivare una cultura della comprensione.
Un modello di tale registro viene proposto in allegato.

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E - CONDUZIONE DEL PROGETTO E STRATEGIE DI VALUTAZIONE

Al fine di garantire la massima trasparenza , di instaurare un buon rapporto di fiducia tra le tre componenti e di rendere più efficace il lavoro svolto durante i pomeriggi a moduli differenziati, allievi, genitori e docenti presenti alla riunione del 15 giugno hanno deciso di creare un gruppo di valutazione composto da portavoce delle tre componenti.
Una proposta di formazione di questo
"consiglio di progetto" è :

Camillo Tanzi &endash; docente responsabile di sede del progetto "Star bene a scuola, è possibile?"
Adelaide Sonego &endash; docente di classe di 3A
Carlo Salis &endash; docente di classe di 3B
Stefano Cairoli &endash; docente di classe di 3C e assistente responsabile di sede del progetto

3 genitori di allievi di terza media, possibilmente un genitore per classe con incarico trimestrale

3 allievi, provenienti dalle tre classi con incarico trimestrale

Secondo modalità ancora da definire insieme, il consiglio di progetto si riunirà periodicamente per verificare tutti i vari aspetti della realizzazione del "pomeriggio a moduli differenziati" e per apportare eventuali cambiamenti necessari. All'inizio del suo mandato il gruppo dovrà individuare i mezzi più efficaci alla raccolta di tutte quelle informazioni che saranno d'aiuto per compiere efficacemente questa valutazione continua.

Il consiglio di progetto si dovrebbe costituire formalmente in settembre.

Accanto a questo consiglio di progetto, i docenti dei gruppi di materia cercheranno di ben collaborare nell'ideazione delle varie attività da proporre.
Attraverso la condivisione di programmazione e realizzazione delle attività proposte, si vorrebbe incentivare la conoscenza reciproca tra i docenti coinvolti. Nella scuola media di Breganzona questa metodologia del confronto è parte integrante dell'insegnamento di alcune discipline.
Uno tra gli obiettivi più significativi di tutto il progetto è quello di dare un impulso positivo anche alle lezioni delle medesime materie, in orario normale.
I gruppi di materia &endash; matematica, francese, storia e ora di classe &endash;disporranno di totale autonomia nella scelta di modi e tempi d'incontro.

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F - PRESENTAZIONE DEL PROGETTO ALLE VARIE COMPONENTI

Il progetto descritto sarà sottoposto in forma provvisoria ai responsabili del gruppo direttivo (Dozio, Gélil, Galfetti, Ottaviani) che ne accerteranno l'adeguatezza. Questa valutazione esterna all'istituto di Breganzona, ma interna al progetto quadro, è un momento importante che permetterà di meglio fissare l'attenzione critica sulle modalità e gli strumenti di ricerca che ci aiuteranno a verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Tale incontro deve avvenire ancora quest'estate, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico.
Al più tardi all'inizio di settembre i docenti coinvolti si dovranno riunire per discutere come intendono programmare la prima fase &endash; settembre/fine ottobre - del lavoro scolastico del progetto.
Al più tardi durante la prima settimana di settembre gli allievi di terza media e i loro genitori riceveranno tutte le informazioni necessarie.
I responsabili del progetto devono riflettere sul modo di fare tali comunicazioni e in seguito su come definire la partecipazione d'allievi e genitori al "consiglio di progetto".
Durante le prime settimane di scuola, il progetto sarà presentato sia alle due costituenti Assemblee dei genitori e degli allievi sia al collegio dei docenti della scuola media di Breganzona.

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G -AUTONOMIA DI SCELTA DEGLI ALLIEVI

Uno dei primi compiti che il consiglio di progetto dovrà affrontare sarà la definizione del grado di libertà che i ragazzi potranno godere nell'iscrizione alle varie proposte.
Rammentiamo che ogni allievo delle future classi di terza media seguirà nella fascia oraria normale:
4 lezioni di matematica, 2 lezioni di francese e 2 lezioni di storia.

Durante il pomeriggio a moduli differenziati gli allievi sceglieranno, secondo criteri prettamente soggettivi, l'unità di studio tra quelle offerte. Al fine di evitare che un'assoluta libertà di scelta dei corsi modulari possa condurre ad una situazione di disequilibrio - poco funzionale e perfino in contraddizione con alcuni obiettivi prefissati - il "consiglio di progetto" dovrà chiedersi se fissare o no dei margini entro i quali i valori di scelta degli allievi potranno fluttuare.

A titolo esemplificativo:

Materia

Margini adottati in ore-lezione

Limiti minimi e massimi di U.S.

Matematica
da 4.4 a 5
14 - 34
Francese
da 2.4 a 3
14 - 34
Storia
da 2.3 a 2.7
10 - 23
Diversità
da 0.3 a 0.7
10 - 23

Nel caso in cui dovesse essere prevista una simile misura, l'autonomia di scelta degli allievi sarebbe solo in parte limitata. Infatti, all'interno delle singole materie gli allievi manterrebbero la completa libertà di scegliere quali attività seguire fra le "unità di studio" proposte.

Il responsabile di sede allestirà per tutti gli allievi un registro di partecipazione alle attività in modo che ciascuno potrà sempre controllare e analizzare il percorso da lui stesso scelto.

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