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Ci risiamo. Puntuali, nel rispetto di quella che sta per diventare
una simpatica tradizione, facciamo uscire il MAGGIOLINO di
Natale.
E' l'ottavo numero del giornale del nostro istituto e, come i
precedenti, dà conto di una serie di attività svolte da
allievi e da docenti. Largo spazio è lasciato agli allievi di
prima, i quali- superato il primo momento di "ambientamento" -
confermano di avere raggiunto una buona linea di rotta: aiutati in
ciò dalla settimana verde passata a Scruengo (della quale
è stata preparata una videocassetta), dal lavoro svolto sul
bosco nell'ambito del progetto Netdays 2000 e dal lavoro quotidiano
con i docenti.
Come sempre, però, si è voluto dare spazio sulle pagine
del MAGGIOLINO anche agli allievi delle altre classi,
così da fornire un'immagine delle attività che sono
state compiute in questi primi mesi dell'anno scolastico.
Il MAGGIOLINO è uno dei canali di comunicazione tra la
scuola e il suo esterno: le famiglie degli allievi, le
autorità comunali e cantonali, tutti coloro che ci seguono nel
nostro operare di tutti i giorni.
Un operare non sempre facile - per docenti e per allievi -,
confrontati talvolta con forme di disagio e di malessere. Con il
progetto "Star bene a scuola, è possibile?", al quale stiamo
partecipando con altre quattro scuole medie del Cantone, avremo modo
di valutare - grazie anche alla collaborazione dei genitori - che
cosa sarà opportuno mettere in atto per favorire un dialogo
ancora più costruttivo tra le diverse componenti
dell'istituto. Del progetto diremo più in là, nel corso
di questo anno scolastico; il quale - e il MAGGIOLINO che
state per leggere lo conferma - è un anno che ci vede una
volta ancora impegnati - lavorando insieme - su svariati fronti: per
acculturare i nostri allievi, ma anche per educarli al vivere
insieme, al rispetto comune, alla reciproca tolleranza, collaborando
con le famiglie e, se fosse necessario, con i vari servizi
esterni.
Il contatto con il suo esterno la scuola lo mantiene anche grazie al
suo sito su Internet, segnalato sulla prima pagina del giornale: il
sito, continuamente aggiornato, permette un rapporto diretto e
prolungato nel corso di tutto l'anno scolastico. E', insomma, una
sorta di MAGGIOLINO perennemente in volo: non mancate di
visitarlo, se ne avete la possibilità!
LUNEDI
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...che fortuna, in uno dei siti archeologici attorno a Meride, abbiamo potuto vedere dei paleontologici al lavoro e, cercando tra gli scarti, una nostra compagna ha persino trovato un fossile: un coprolito, cioè... escrementi di sauri ! Quando siamo entrati nel museo di Meride siamo rimasti stupiti perché è molto piccolo, anche se presenta fossili preziosi che vengono dal Monte San Giorgio, come per esempio il famoso ceresiosauro. Oltre ai fossili ci sono anche delle diapositive che spiegano l'origine di questi fossili, l'ambiente (di laguna tropicale) che c'era 230 milioni di anni fa e la storia delle scoperte archeologiche nella zona, portate avanti soprattutto dall'Istituto di paleontologia dell'Università di Zurigo e dall'Università di Milano. Da notare che l'entrata è gratuita, cosa notevole per dei fossili così preziosi e rari !
MARTEDI
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Durante la settimana verde delle tre prime a Scruengo, il giorno più bello è stato martedì: fortunatamente il tempo era bello, così abbiamo potuto vedere il ghiacciaio del Rodano. Per arrivarci, siamo dovuti passare dal passo della Novena, e, per un pezzo, sul passo del Furka. Attraversati i due passi, siamo arrivati al ghiacciaio, lì ci siamo fermati al ristorante per vedere l'enorme distesa di ghiaccio. Dopo averla osservata ci siamo anche entrati (CHE FREDDO). Usciti dalla grotta abbiamo ripreso i pullman e siamo andati fino a Meiringen a mangiare (CHE FAME). Dopo pranzo ci siamo diretti a Lucerna per andare a vedere il Giardino dei ghiacciai. Finito di osservare la mostra, ci siamo divertiti a passare una o più volte nel labirinto degli specchi (CHE FORTE). Sfortunatamente, bisognava rientrare a Scruengo, a far la doccia e la cena. Per cena c'erano: il puré e lo spezzatino. E poi tutti a NANNA!!!!
...una volta arrivati sul Furka, abbiamo
visitato la galleria scavata all'interno del ghiacciaio. Questa
stupenda galleria tutta azzurra portava all'interno di una "stanza"
in cui d'estate si possono fare fotografie con delle persone vestite
da orsi polari !
...a Lucerna abbiamo visto la scultura del leone morente, il museo
(con filmato del tempo in cui la città era sotto i ghiacciai)
e le marmitte. Avevamo anche il tempo libero per attraversare il
labirinto degli specchi e molti si sono fatti male sbattendo la testa
contro un vetro !
MERCOLEDI
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Era la mattina del 27 settembre e mi svegliai
con una cuscinata in testa; qualche birichino ridendo entrò
nel mio letto riprendendo il cuscino. Maledicendolo mi ritirai sotto
le coperte, ma ormai era troppo tardi per pisolare, i maestri erano
già entrati in camera per svegliarci.
Dopo una buona colazione a base di latte, pane, burro e marmellata ci
divisero per classi e partimmo con i furgoncini.
Arrivati al laghetto del Ritom incominciammo a camminare facendo il
giro della diga e dirigendoci poi al laghetto del Tom. Lì
notammo che la roccia era molto friabile e che in quel laghetto
pescavano con il cane (metodo di pesca che si pratica con una
barchetta di legno in miniatura).
In seguito camminammo per il perimetro del lago e trovammo delle rane
sul pendio di una collina che ci distanziava dal laghetto di
Cadagno.
In cima alla collina vedemmo un bellissimo panorama: il nucleo di
Cadagno con accanto il suo laghetto; verso sud-est si vedeva una
palude protetta con ogni tipo di anfibio, il suo colore era
rossastro.
Scesi dal pendio arrivammo a Cadagno dove ci aspettava il sore
Bizzozzero che ci aveva preparato "pulenta e strachin",
Dopo esserci riempiti lo stomaco per bene andammo a esplorare le
pozze. Io ed un mio amico, per prendere un bel rospo, dovemmo
camminare sulle zolle d'erba che spuntavano dalla pozza,
sfortunatamente una di esse non era ben solida e cademmo nell'acqua.
Il rospo intanto era uscito dallo stagno e Marco che era rimasto
fuori lo catturò.
Imbrattati di palta uscimmo dallo stagno e andammo subito a lavarci
le gambe nel laghetto di Cadagno.
- Ritornate ragazzi ! &endash; riecheggiò la voce del prof.
Selmoni.
Subito dopo eravamo da lui, pronti con il sacco in spalla. Ci chiese
se volevamo fare la passeggiata lunga o quella corta. La maggior
parte degli scolari scelse quella corta, ma io e i miei amici andammo
con il prof. Selmoni e la soressa Fasani. Forse questa passeggiata
è stata una delle più belle della mia vita.
Arrivati in cima alla montagna, dopo aver passato per un bosco di
ontani, vedemmo il panorama dei tre laghi (Ritom, Tom Cadagno). Nella
discesa incontrammo molti pini e larici. Alla fine della discesa
passammo sotto la diga per poi arrivare ai furgoncini che ci
riportarono a Scruengo.
GIOVEDI
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Quando siamo arrivati nel bosco Chiara. R
andata a prendere l'altra Chiara per il gioco, intanto noi ci siamo
nascosti dietro delle piante con il prof.Salis per far spaventare le
due Chiare. Con il mio gruppo siamo andati nel bosco a nascondere il
tesoro e a fare una cartina affinché un altro gruppo potesse
ritrovarlo. Dopodichè siamo andati a pranzare ad Alpe: erano
circa le dodici.
Finito di pranzare siamo restati un po' sul posto, poi siamo andati
alla corsa d'orientamento e per finire al Dazio Grande.
Quando siamo arrivati a casa, siamo andati a fare la doccia e poi
siamo andati a cenare e a metà cena è arrivato il
direttore con la mogli.
Dopo aver cenato abbiamo fatto la discoteca. Si poteva ballare e
cantare. Io, con un gruppetto, ho cantato "Vamos a bailar" di Paola e
Chiara.
Il refettorio era occupato per metà da
tavoli, cosicché l'altra metà fosse libera e potesse
essere usata per ballare. C'era un banco dove i deejay cambiavano le
canzoni e dove altri ragazzi proiettavano le luci. Chi voleva poteva
esibirsi. Allora la mia amica Alessandra ed io abbiamo ballato la
canzone dei Blink 182.
E' stato un successo perchè tutti si sono divertiti
molto
VENERDI
Ultimo giorno, con... ritorno verso sud con tappa a Locarno per la mostra sui Leponti al Castello visconteo.
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Il MAGGIOLINO 8 contiene alcuni articoletti di presentazione delle attività sviluppate in novembre dalle classi 1A - 1B - 1C durante la settimana dei Netdays e che sono confluite in una homepage sul bosco nell'ambito di un concorso del WWF svizzero.
Per vedere la presentazione ed il risultato del progetto IL BOSCO, cliccate qui.
La Fondazione Terre des Hommes ha inteso
sensibilizzare i bambini ed i ragazzi di tutta la Svizzera con
un'azione che metteva per qualche ora nei panni di bambino della
strada. I nostri allievi di 1A e 2B si sono quindi dati da fare con
la collaborazione di alcuni docenti per aiutare i clienti di un
grande magazzino a impacchettare la spesa e per offrire delle fette
di torta (gentilmente preparate dalle mamme, grazie!) ai
passanti.
Vestiti con sacchi della spazzatura, hanno inoltre cantato e danzato
"C'est ma vie", un rap in francese sui bambini di strada di
Fortaleza, una città del Brasile, preparato in classe durante
ore di visiva, musica, educazione fisica e francese.
Oltre alla preziosa esperienza personale e all'azione di
sensibilizzazione nei confronti di centinaia di persone, i nostri
ragazzi hanno anche raccolto quasi 1700.- Fr da devolvere a Terre des
Hommes!
COSTRETTI A LAVORI DOMESTICI O AGRICOLI, NELLE FABBRICHE O NELLE STRADE, NELL'INDUSTRIA DEL SESSO (tra 200'000 e 800'000 nella sola Thailandia!) O COME SOLDATI, VIVONO IN ASIA, IN AFRICA, IN AMERICA LATINA MA SEMPRE PIU' SPESSO ANCHE IN AMERICA DEL NORD O IN EUROPA.
Per me il 20 novembre è stata una giornata molto bella ed importante, anzi importantissima!! Io ho notato, durante il pomeriggio passato a Lugano, che diverse persone non hanno capito i DIRITTI DEL BAMBINO. Mi è capitato che qualcuno mi ha risposto male o non mi ha risposto del tutto... eppure io ero gentile. Questo per me non è giusto, perché anche noi abbiamo il diritto di essere ascoltati e rispettati dagli adulti. Per fortuna la maggior parte della gente è stata gentile. Loro hanno capito che i bambini vanno rispettati, invece per le altre persone ci vorrebbero tante giornate come il 20 novembre! Possiamo essere felici di aver dato con il nostro impegno una mano ai bambini di strada.
E' stato veramente un bel pomeriggio organizzato dalla professoressa di visiva. Con la nostra classe c'erano anche gli allievi di 2B che hanno danzato. Noi invece abbiamo cantato la canzone in francese. Le nostre mamme hanno preparato tante torte: le abbiamo distribuito alla gente, insieme a palloncini e riviste. Siamo anche stati filmati e intervistati. Il nostro impegno è stato ricompensato perché la somma finale della raccolta è stata di 1671.80 franchi: un aiuto per i bambini meno fortunati di noi!
All'inizio della settimana Netd@ys, tutti non
vedevano l'ora di andare a Lugano per il giorno di Terre des Hommes
con la prof. Sonego: finalmente arrivò lunedì
pomeriggio e ci siamo trovati nell'aula di visiva per indossare i
vestiti scelti per quel giorno (dei sacchi della spazzatura!) e per
portare le torte.
Una volta scesi a piedi in città davanti all'Innovazione,
abbiamo conosciuto la signora di Terre des Hommes che ci ha chiesto
di portare ancora qualcosa: i giornalini e i palloncini.
Ma non era tuttto qui, perché eravamo pronti anche con la
canzone in francese che avevamo prepratao con il prof. Salis. Alcune
compagne di 2B hanno fatto il balletto (imparato a ginnastica con la
prof. Beffa), mente noi cantavamo in coro e la gente che passava si
fermava e guardava.
Dopo la canzone ci siamo divisi in diversi gruppi e siamo andati in
giro chiedendo un'offerta alla gente. Ma come sapete non tutti sono
uguali: alcuni ci davano qualcosa, altri no oppure facevano finta di
niente.
Il canto e il ballo li abbiamo ripetuti tre volte, la terza
c'era
anche la televisione che ci ha filmato facendo anche delle domande ad
alcuni nostri compagni per poi metterci su
internet.
Il pomeriggio è finito verso le 17:15 e tutti eravamo felici e
contenti, perché era divertentissimo!
Le impressioni su "AAIGHH! uno spettacolo di teatro interattivo" del gruppo Trickster Teatro
Penso che alcune scene siano un po' esagerate o
poco realistiche perché sono state fatte da persone adulte
anche se ancora giovani che non possono sapere come viviamo oggi
l'adolescenza.
I docenti delle scenette erano severi forse perché gli
interpreti di questo teatro hanno pensato che noi ragazzi ce li
immaginiamo così: come dei mostri che devono sempre avere
ragione e noi non possiamo esprimerci. In realtà pochi ragazzi
li vedono così e inoltre molti allievi sono tollerati anche su
aspetti negativi dei docenti.
E' stato molto divertente questo teatro interattivo cioé in
cui uno spettatore poteva cambiare la scenetta o anche recitare nelle
situazioni per migliorarle o comunque cambiarle. Quello che non mi
è piaciuto era il fatto che la scena veniva ripetuta
così tante volte che c'era il rischio che il pubblico si
annoiasse.
Una delle cose stupefacenti era che gli attori ripetevano la scena
sempre uguale senza mai cambiare un particolare, se non richiesto dal
pubblico. Ne ho parlato a casa con i miei genitori che anch'essi sono
andati a vedere la rappresentazione e dicono che era come un
videogiuoco: potevi cambiare ciò che non ti piaceva. Gli
è piaciuto molto. Era come vedere la propria vita e cambiare
quello che non ti piaceva.
Ho trovato il teatro molto realistico. Mi è piaciuto anche perché non era un teatro come tutti gli altri, ma uno speciale, dove gli spettatori possono diventare attori per cinque minuti e "recitare la propria opinione".
Aaighhhhhhhhhhhhhhh, non è la reazione
di un allievo dopo aver ricevuto un espe andato maluccio, ma il
titolo di uno spettacolo un po' diverso dal solito. Infatti si tratta
di un teatro in cui si interagisce con gli attori, si diventa attori
e si aiuta a rendere più realistico lo spettacolo. Il tema?
NOI, sì: le nostre amate parolacce, i nostri "esemplari"
comportamenti con i genitori, ecc.
Un pomeriggio, ragazzi e ragazze di 3ª e di 4ª, siamo
andati al cinema LUX per vedere "AAIGHHHH", seduti su soffici sedili:
ci è stato spiegato cosa avremmo fatto e visto. Il teatro,
suddiviso in tre (la vita con gli amici, la vita a casa e la vita a
scuola) è interpretato da giovani, immagino, sui 20-25 anni,
ma sul palco sembravano più piccoli.
Inizia: è divertente, forse il gergo è un po' esagerato
ma nell'insieme veritiero. Qualcuno alza la mano per suggerire
qualche cambiamento e qui viene il punto. E chi lo sapeva che se
facevi un intervento dovevi anche salire sul palco e recitare???
Qualcuno si fa coraggio, altri lasciano perdere, però siamo
riusciti a cambiare la pièce come piaceva a noi. Purtroppo
bisognava asempre rifare la scena, per farla diventare più
vera e a quel punto è diventato un po' noioso...
Mi sarebbe piaciuto fermare "quei" ragazzi che sono saliti sul palco
tanto per dire qualche ca...ta, ma come si dice: contenti loro,
contenti tutti!!!
Malgrado questi piccolo screzi, il pomeriggio è stato
bello.
Quando siamo partiti col treno, fin dal
principio la tentazione fu quella di riscaldare i nostri motori
cerebrali, vista la destinazione, contando i pali della linea
elettrica, moltiplicandoli immediatamente per il numero delle
traversine di legno presenti sui binari ed elevandoli successivamente
alla potenza corrispondente al numero dei vagoni, locomotiva
esclusa!
Pensando ai 18 mesi di intensa attività sotto l'amorevole ma
implacabile vigilanza della soressa di matematica nei laboratori
della nostra sede, quella precauzione ci sembrò inutile.
Quello che vedemmo all'entrata fu la matematica che tutti avrebbero
sempre voluto avere...e mai osato chiedere: una serie di magnifiche
combinazioni, tra il Lego e il Meccano, tra la scatola del Piccolo
Inventore e quella del Mago Silvan. In altre parole tutto era stato
inventato per riuscire a stuzzicare il nostro cervello partendo da
semplici materiali concreti e la loro particolare manipolazione.
Qualche esempio?
Libro per creare, ovvero che matematica non vuol dire solo
studiare, ma anche giocare. Ogni gioco era una nuova cosa da scoprire
fino in fondo e quindi consigliamo a tutti di non considerare la
matematica una noiosità, ma di trovarne il lato
divertente.
Le simmetrie: illusioni ottiche che, per capirle, si doveva
pensare al metodo Einstein e essere molto concentrati, perché
un minimo errore avrebbe messo la situazione sottosopra anche a
lui!!
Invece del solito libro di matemetica, difficile e noioso, alla
mostra si poteva manipolare, smontare e ricostruire (sembravamo degli
uomini primitivi che dovevano scoprire un oggetto) diversi oggetti
per faciltare la comprensione della funzione delle simmetrie.
Le calcolatrici: abbiamo visto dei vecchi abachi e
calcolatrici. Come estetica sono più belle le calcolatrici
vecchie ma come qualità è molto meglio un moderno
microchip di computer.
La città di Cubettopoli: ci è piaciuto molto
costruire torri, piramidi, palazzi, figure... con dei cubetti di
legno!
Insomma, secondo i nostri calcoli, se così si può dire,
questa mostra è stata per noi molto interessante.
E per finire, un giallo scritto dalla 2B e pubblicato con il consenso della... vittima
Suonò il primo campanello delle 8.00 e
la nostra classe si precipitò in aula 13, per le due ore di
italiano. Come sempre ci mettemmo con la solita disposizione: a
partire dal fondo c'erano Marco e Laila, di cui le sottoscritte
avevano un sospetto di fidanzamento..., nel banco di fianco vi erano
Vania e Lucia.F che già fin dalle elementari non si dividevano
mai, per questo le avevano soprannominate "le
appiccicose".
Nell'ultimo banco a destra c'erano Andrea e Lisa, i più
intelligenti della classe, che si ostinavano a rimanere in fondo
perché dicevano:
- Due ragazzi così intelligenti, capiscono tutto anche da
qui! &endash;
La seconda fila era la più spassosa; infatti c'eravamo noi,
Giada e Lucia. Venti centimetri più a sinistra c'era Steven,
che non perdeva occasione di copiare; a distanza dovuta c'era
Leandro, uno spasimante di Laila, ma lei non lo guardava. Poco
più in là, seduti ai bordi del banco perché non
volevano toccarsi, c'erano Michela e David. Per finire, nel banco
vicino alla cattedra, Ilaria, da sola, avrebbe voluto stare vicino a
Vania, ma le due (Vania e Lucia.F.) erano inseparabili!
Alle 8.05 entrò con la professoressa di italiano Luca
Bonsignore, il campione svizzero di ginnastica artistica. Chiese:
-Dove posso sedermi?-
Michela mandò David vicino a Ilaria, e al suo posto si sedette
Luca... Era evidente il colpo di fulmine! Dopo le due ore di italiano
eravamo tutti a ricreazione. Stavamo parlando del concerto dei
Lunapop quando si sentì un grido... Lucia era appena caduta
dal terzo piano della scuola!
Era in un mare di sangue e la testa le stava appena attaccata al
corpo. Fu subito avvisato il direttore, che ci fece entrare tutti
nell'atrio della scuola. Il direttore mandò a chiamare la
professoressa di italiano e il bidello Anselmo per sapere se qualche
allievo era rimasto nella scuola durante la ricreazione. Le risposte
furono immediate: erano rimaste dentro solo Chiara, allieva di 4A, in
corridoio, Vania in biblioteca, Lucia in classe, Ilaria e noi due in
bagno.
Ci portarono in aula 13, l'aula del delitto. Intanto era arrivato il
commissario: aveva uno sguardo un po' addormentato e così
capimmo che aveva bisogno d'aiuto. Scartammo subito la ragazza di 4A
e Vania perché la bibliotecaria le aveva viste leggere in
biblioteca. Il commissario fece uscire Vania e Chiara. Ci consultammo
e un secondo dopo lasciammo Ilaria e il direttore da soli per
scendere di sotto. Vedendo il fondoschiena di Lucia ci si schiarirono
le idee. Risalimmo e spiegammo tutto al commissario:
-Vede, poco prima del fattaccio, eravamo in bagno con l'Ilaria e
la vedemmo provarsi il nuovo rossetto sul palmo della mano. Se lei
osserva i pantaloni bianchi di Lucia F. noterà che sono
macchiati di qualcosa molto simile a quel rossetto...! Inoltre, se
guardiamo sotto la finestra è probabile che troveremo il
cerotto che aveva messo ieri l'Ilaria dopo essersi fatta una ferita
col taglierino e che stamattina portava ancora..., mentre adesso,
strano, non porta più! Che sia la conseguenza di una
colluttazione?-
Ilaria, vedendosi scoperta, scoppiò in lacrime e
singhiozzando disse:
-Sì, lo ammetto, sono stata io. Stavo tornando dalla
ricreazione e vedendo quella "intrigante" d'una "ruba-amiche"
sporgersi dalla finestra... non ho resistito alla tentazione di
liberarmene per sempre! Finalmente la Vania potrà accorgersi
di me!-
Povera illusa: oramai a badare a lei non potranno essere altri che i guardiani della prigione !!!