IL MAGGIOLINO 8

dicembre 2000

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Ci risiamo. Puntuali, nel rispetto di quella che sta per diventare una simpatica tradizione, facciamo uscire il MAGGIOLINO di Natale.
E' l'ottavo numero del giornale del nostro istituto e, come i precedenti, dà conto di una serie di attività svolte da allievi e da docenti. Largo spazio è lasciato agli allievi di prima, i quali- superato il primo momento di "ambientamento" - confermano di avere raggiunto una buona linea di rotta: aiutati in ciò dalla settimana verde passata a Scruengo (della quale è stata preparata una videocassetta), dal lavoro svolto sul bosco nell'ambito del progetto Netdays 2000 e dal lavoro quotidiano con i docenti.
Come sempre, però, si è voluto dare spazio sulle pagine del MAGGIOLINO anche agli allievi delle altre classi, così da fornire un'immagine delle attività che sono state compiute in questi primi mesi dell'anno scolastico.
Il MAGGIOLINO è uno dei canali di comunicazione tra la scuola e il suo esterno: le famiglie degli allievi, le autorità comunali e cantonali, tutti coloro che ci seguono nel nostro operare di tutti i giorni.
Un operare non sempre facile - per docenti e per allievi -, confrontati talvolta con forme di disagio e di malessere. Con il progetto "Star bene a scuola, è possibile?", al quale stiamo partecipando con altre quattro scuole medie del Cantone, avremo modo di valutare - grazie anche alla collaborazione dei genitori - che cosa sarà opportuno mettere in atto per favorire un dialogo ancora più costruttivo tra le diverse componenti dell'istituto. Del progetto diremo più in là, nel corso di questo anno scolastico; il quale - e il MAGGIOLINO che state per leggere lo conferma - è un anno che ci vede una volta ancora impegnati - lavorando insieme - su svariati fronti: per acculturare i nostri allievi, ma anche per educarli al vivere insieme, al rispetto comune, alla reciproca tolleranza, collaborando con le famiglie e, se fosse necessario, con i vari servizi esterni.
Il contatto con il suo esterno la scuola lo mantiene anche grazie al suo sito su Internet, segnalato sulla prima pagina del giornale: il sito, continuamente aggiornato, permette un rapporto diretto e prolungato nel corso di tutto l'anno scolastico. E', insomma, una sorta di MAGGIOLINO perennemente in volo: non mancate di visitarlo, se ne avete la possibilità!

Mare Dignola

LUNEDI

partenza--pullmino--calcio--refettorio

...che fortuna, in uno dei siti archeologici attorno a Meride, abbiamo potuto vedere dei paleontologici al lavoro e, cercando tra gli scarti, una nostra compagna ha persino trovato un fossile: un coprolito, cioè... escrementi di sauri ! Quando siamo entrati nel museo di Meride siamo rimasti stupiti perché è molto piccolo, anche se presenta fossili preziosi che vengono dal Monte San Giorgio, come per esempio il famoso ceresiosauro. Oltre ai fossili ci sono anche delle diapositive che spiegano l'origine di questi fossili, l'ambiente (di laguna tropicale) che c'era 230 milioni di anni fa e la storia delle scoperte archeologiche nella zona, portate avanti soprattutto dall'Istituto di paleontologia dell'Università di Zurigo e dall'Università di Milano. Da notare che l'entrata è gratuita, cosa notevole per dei fossili così preziosi e rari !

Ale e Flavio 1A

MARTEDI

nufenen--ghiacciaio--leone morente--mammut

 Durante la settimana verde delle tre prime a Scruengo, il giorno più bello è stato martedì: fortunatamente il tempo era bello, così abbiamo potuto vedere il ghiacciaio del Rodano. Per arrivarci, siamo dovuti passare dal passo della Novena, e, per un pezzo, sul passo del Furka. Attraversati i due passi, siamo arrivati al ghiacciaio, lì ci siamo fermati al ristorante per vedere l'enorme distesa di ghiaccio. Dopo averla osservata ci siamo anche entrati (CHE FREDDO). Usciti dalla grotta abbiamo ripreso i pullman e siamo andati fino a Meiringen a mangiare (CHE FAME). Dopo pranzo ci siamo diretti a Lucerna per andare a vedere il Giardino dei ghiacciai. Finito di osservare la mostra, ci siamo divertiti a passare una o più volte nel labirinto degli specchi (CHE FORTE). Sfortunatamente, bisognava rientrare a Scruengo, a far la doccia e la cena. Per cena c'erano: il puré e lo spezzatino. E poi tutti a NANNA!!!!

Cristina e Lisa 1A

...una volta arrivati sul Furka, abbiamo visitato la galleria scavata all'interno del ghiacciaio. Questa stupenda galleria tutta azzurra portava all'interno di una "stanza" in cui d'estate si possono fare fotografie con delle persone vestite da orsi polari !
...a Lucerna abbiamo visto la scultura del leone morente, il museo (con filmato del tempo in cui la città era sotto i ghiacciai) e le marmitte. Avevamo anche il tempo libero per attraversare il labirinto degli specchi e molti si sono fatti male sbattendo la testa contro un vetro !

Manuel 1C

MERCOLEDI

ritom--picnic --cadagno --escursione

Era la mattina del 27 settembre e mi svegliai con una cuscinata in testa; qualche birichino ridendo entrò nel mio letto riprendendo il cuscino. Maledicendolo mi ritirai sotto le coperte, ma ormai era troppo tardi per pisolare, i maestri erano già entrati in camera per svegliarci.
Dopo una buona colazione a base di latte, pane, burro e marmellata ci divisero per classi e partimmo con i furgoncini.
Arrivati al laghetto del Ritom incominciammo a camminare facendo il giro della diga e dirigendoci poi al laghetto del Tom. Lì notammo che la roccia era molto friabile e che in quel laghetto pescavano con il cane (metodo di pesca che si pratica con una barchetta di legno in miniatura).
In seguito camminammo per il perimetro del lago e trovammo delle rane sul pendio di una collina che ci distanziava dal laghetto di Cadagno.
In cima alla collina vedemmo un bellissimo panorama: il nucleo di Cadagno con accanto il suo laghetto; verso sud-est si vedeva una palude protetta con ogni tipo di anfibio, il suo colore era rossastro.
Scesi dal pendio arrivammo a Cadagno dove ci aspettava il sore Bizzozzero che ci aveva preparato "pulenta e strachin",
Dopo esserci riempiti lo stomaco per bene andammo a esplorare le pozze. Io ed un mio amico, per prendere un bel rospo, dovemmo camminare sulle zolle d'erba che spuntavano dalla pozza, sfortunatamente una di esse non era ben solida e cademmo nell'acqua. Il rospo intanto era uscito dallo stagno e Marco che era rimasto fuori lo catturò.
Imbrattati di palta uscimmo dallo stagno e andammo subito a lavarci le gambe nel laghetto di Cadagno.
- Ritornate ragazzi ! &endash; riecheggiò la voce del prof. Selmoni.
Subito dopo eravamo da lui, pronti con il sacco in spalla. Ci chiese se volevamo fare la passeggiata lunga o quella corta. La maggior parte degli scolari scelse quella corta, ma io e i miei amici andammo con il prof. Selmoni e la soressa Fasani. Forse questa passeggiata è stata una delle più belle della mia vita.
Arrivati in cima alla montagna, dopo aver passato per un bosco di ontani, vedemmo il panorama dei tre laghi (Ritom, Tom Cadagno). Nella discesa incontrammo molti pini e larici. Alla fine della discesa passammo sotto la diga per poi arrivare ai furgoncini che ci riportarono a Scruengo.

Seba 1C

GIOVEDI

monte piottino--chiare --disco --premiazione

Quando siamo arrivati nel bosco Chiara. R andata a prendere l'altra Chiara per il gioco, intanto noi ci siamo nascosti dietro delle piante con il prof.Salis per far spaventare le due Chiare. Con il mio gruppo siamo andati nel bosco a nascondere il tesoro e a fare una cartina affinché un altro gruppo potesse ritrovarlo. Dopodichè siamo andati a pranzare ad Alpe: erano circa le dodici.
Finito di pranzare siamo restati un po' sul posto, poi siamo andati alla corsa d'orientamento e per finire al Dazio Grande.
Quando siamo arrivati a casa, siamo andati a fare la doccia e poi siamo andati a cenare e a metà cena è arrivato il direttore con la mogli.
Dopo aver cenato abbiamo fatto la discoteca. Si poteva ballare e cantare. Io, con un gruppetto, ho cantato "Vamos a bailar" di Paola e Chiara.

Agata 1C

Il refettorio era occupato per metà da tavoli, cosicché l'altra metà fosse libera e potesse essere usata per ballare. C'era un banco dove i deejay cambiavano le canzoni e dove altri ragazzi proiettavano le luci. Chi voleva poteva esibirsi. Allora la mia amica Alessandra ed io abbiamo ballato la canzone dei Blink 182.
E' stato un successo perchè tutti si sono divertiti molto

Tessa 1C

VENERDI

Ultimo giorno, con... ritorno verso sud con tappa a Locarno per la mostra sui Leponti al Castello visconteo.

verso sud--locarno --castello --leponti


Il MAGGIOLINO 8 contiene alcuni articoletti di presentazione delle attività sviluppate in novembre dalle classi 1A - 1B - 1C durante la settimana dei Netdays e che sono confluite in una homepage sul bosco nell'ambito di un concorso del WWF svizzero.

Per vedere la presentazione ed il risultato del progetto IL BOSCO, cliccate qui.


La Fondazione Terre des Hommes ha inteso sensibilizzare i bambini ed i ragazzi di tutta la Svizzera con un'azione che metteva per qualche ora nei panni di bambino della strada. I nostri allievi di 1A e 2B si sono quindi dati da fare con la collaborazione di alcuni docenti per aiutare i clienti di un grande magazzino a impacchettare la spesa e per offrire delle fette di torta (gentilmente preparate dalle mamme, grazie!) ai passanti.
Vestiti con sacchi della spazzatura, hanno inoltre cantato e danzato "C'est ma vie", un rap in francese sui bambini di strada di Fortaleza, una città del Brasile, preparato in classe durante ore di visiva, musica, educazione fisica e francese.
Oltre alla preziosa esperienza personale e all'azione di sensibilizzazione nei confronti di centinaia di persone, i nostri ragazzi hanno anche raccolto quasi 1700.- Fr da devolvere a Terre des Hommes!

OGGI NEL MONDO, TRA 250 E 300 MILIONI DI BAMBINI SONO OBBLIGATI A LAVORARE PER AIUTARE LA LORO FAMIGLIA O PER SOPRAVVIVERE DA SOLI.

COSTRETTI A LAVORI DOMESTICI O AGRICOLI, NELLE FABBRICHE O NELLE STRADE, NELL'INDUSTRIA DEL SESSO (tra 200'000 e 800'000 nella sola Thailandia!) O COME SOLDATI, VIVONO IN ASIA, IN AFRICA, IN AMERICA LATINA MA SEMPRE PIU' SPESSO ANCHE IN AMERICA DEL NORD O IN EUROPA.

Per me il 20 novembre è stata una giornata molto bella ed importante, anzi importantissima!! Io ho notato, durante il pomeriggio passato a Lugano, che diverse persone non hanno capito i DIRITTI DEL BAMBINO. Mi è capitato che qualcuno mi ha risposto male o non mi ha risposto del tutto... eppure io ero gentile. Questo per me non è giusto, perché anche noi abbiamo il diritto di essere ascoltati e rispettati dagli adulti. Per fortuna la maggior parte della gente è stata gentile. Loro hanno capito che i bambini vanno rispettati, invece per le altre persone ci vorrebbero tante giornate come il 20 novembre! Possiamo essere felici di aver dato con il nostro impegno una mano ai bambini di strada.

Cri 1A

E' stato veramente un bel pomeriggio organizzato dalla professoressa di visiva. Con la nostra classe c'erano anche gli allievi di 2B che hanno danzato. Noi invece abbiamo cantato la canzone in francese. Le nostre mamme hanno preparato tante torte: le abbiamo distribuito alla gente, insieme a palloncini e riviste. Siamo anche stati filmati e intervistati. Il nostro impegno è stato ricompensato perché la somma finale della raccolta è stata di 1671.80 franchi: un aiuto per i bambini meno fortunati di noi!

Lore 1A

All'inizio della settimana Netd@ys, tutti non vedevano l'ora di andare a Lugano per il giorno di Terre des Hommes con la prof. Sonego: finalmente arrivò lunedì pomeriggio e ci siamo trovati nell'aula di visiva per indossare i vestiti scelti per quel giorno (dei sacchi della spazzatura!) e per portare le torte.
Una volta scesi a piedi in città davanti all'Innovazione, abbiamo conosciuto la signora di Terre des Hommes che ci ha chiesto di portare ancora qualcosa: i giornalini e i palloncini.
Ma non era tuttto qui, perché eravamo pronti anche con la canzone in francese che avevamo prepratao con il prof. Salis. Alcune compagne di 2B hanno fatto il balletto (imparato a ginnastica con la prof. Beffa), mente noi cantavamo in coro e la gente che passava si fermava e guardava.
Dopo la canzone ci siamo divisi in diversi gruppi e siamo andati in giro chiedendo un'offerta alla gente. Ma come sapete non tutti sono uguali: alcuni ci davano qualcosa, altri no oppure facevano finta di niente.
Il canto e il ballo li abbiamo ripetuti tre volte, la terza
c'era anche la televisione che ci ha filmato facendo anche delle domande ad alcuni nostri compagni per poi metterci su internet.
Il pomeriggio è finito verso le 17:15 e tutti eravamo felici e contenti, perché era divertentissimo!

Manu 1A

Le impressioni su "AAIGHH! uno spettacolo di teatro interattivo" del gruppo Trickster Teatro

Penso che alcune scene siano un po' esagerate o poco realistiche perché sono state fatte da persone adulte anche se ancora giovani che non possono sapere come viviamo oggi l'adolescenza.
I docenti delle scenette erano severi forse perché gli interpreti di questo teatro hanno pensato che noi ragazzi ce li immaginiamo così: come dei mostri che devono sempre avere ragione e noi non possiamo esprimerci. In realtà pochi ragazzi li vedono così e inoltre molti allievi sono tollerati anche su aspetti negativi dei docenti.
E' stato molto divertente questo teatro interattivo cioé in cui uno spettatore poteva cambiare la scenetta o anche recitare nelle situazioni per migliorarle o comunque cambiarle. Quello che non mi è piaciuto era il fatto che la scena veniva ripetuta così tante volte che c'era il rischio che il pubblico si annoiasse.
Una delle cose stupefacenti era che gli attori ripetevano la scena sempre uguale senza mai cambiare un particolare, se non richiesto dal pubblico. Ne ho parlato a casa con i miei genitori che anch'essi sono andati a vedere la rappresentazione e dicono che era come un videogiuoco: potevi cambiare ciò che non ti piaceva. Gli è piaciuto molto. Era come vedere la propria vita e cambiare quello che non ti piaceva.

Catherine 3B

Ho trovato il teatro molto realistico. Mi è piaciuto anche perché non era un teatro come tutti gli altri, ma uno speciale, dove gli spettatori possono diventare attori per cinque minuti e "recitare la propria opinione".

Anonimo

Aaighhhhhhhhhhhhhhh, non è la reazione di un allievo dopo aver ricevuto un espe andato maluccio, ma il titolo di uno spettacolo un po' diverso dal solito. Infatti si tratta di un teatro in cui si interagisce con gli attori, si diventa attori e si aiuta a rendere più realistico lo spettacolo. Il tema? NOI, sì: le nostre amate parolacce, i nostri "esemplari" comportamenti con i genitori, ecc.
Un pomeriggio, ragazzi e ragazze di 3ª e di 4ª, siamo andati al cinema LUX per vedere "AAIGHHHH", seduti su soffici sedili: ci è stato spiegato cosa avremmo fatto e visto. Il teatro, suddiviso in tre (la vita con gli amici, la vita a casa e la vita a scuola) è interpretato da giovani, immagino, sui 20-25 anni, ma sul palco sembravano più piccoli.
Inizia: è divertente, forse il gergo è un po' esagerato ma nell'insieme veritiero. Qualcuno alza la mano per suggerire qualche cambiamento e qui viene il punto. E chi lo sapeva che se facevi un intervento dovevi anche salire sul palco e recitare??? Qualcuno si fa coraggio, altri lasciano perdere, però siamo riusciti a cambiare la pièce come piaceva a noi. Purtroppo bisognava asempre rifare la scena, per farla diventare più vera e a quel punto è diventato un po' noioso...
Mi sarebbe piaciuto fermare "quei" ragazzi che sono saliti sul palco tanto per dire qualche ca...ta, ma come si dice: contenti loro, contenti tutti!!!
Malgrado questi piccolo screzi, il pomeriggio è stato bello.

Alessandra 4C

 

La 2B in visita a MATEMATICA 2000 - Bellinzona

Quando siamo partiti col treno, fin dal principio la tentazione fu quella di riscaldare i nostri motori cerebrali, vista la destinazione, contando i pali della linea elettrica, moltiplicandoli immediatamente per il numero delle traversine di legno presenti sui binari ed elevandoli successivamente alla potenza corrispondente al numero dei vagoni, locomotiva esclusa!
Pensando ai 18 mesi di intensa attività sotto l'amorevole ma implacabile vigilanza della soressa di matematica nei laboratori della nostra sede, quella precauzione ci sembrò inutile.
Quello che vedemmo all'entrata fu la matematica che tutti avrebbero sempre voluto avere...e mai osato chiedere: una serie di magnifiche combinazioni, tra il Lego e il Meccano, tra la scatola del Piccolo Inventore e quella del Mago Silvan. In altre parole tutto era stato inventato per riuscire a stuzzicare il nostro cervello partendo da semplici materiali concreti e la loro particolare manipolazione.
Qualche esempio?
Libro per creare, ovvero che matematica non vuol dire solo studiare, ma anche giocare. Ogni gioco era una nuova cosa da scoprire fino in fondo e quindi consigliamo a tutti di non considerare la matematica una noiosità, ma di trovarne il lato divertente.
Le simmetrie: illusioni ottiche che, per capirle, si doveva pensare al metodo Einstein e essere molto concentrati, perché un minimo errore avrebbe messo la situazione sottosopra anche a lui!!
Invece del solito libro di matemetica, difficile e noioso, alla mostra si poteva manipolare, smontare e ricostruire (sembravamo degli uomini primitivi che dovevano scoprire un oggetto) diversi oggetti per faciltare la comprensione della funzione delle simmetrie.
Le calcolatrici: abbiamo visto dei vecchi abachi e calcolatrici. Come estetica sono più belle le calcolatrici vecchie ma come qualità è molto meglio un moderno microchip di computer.
La città di Cubettopoli: ci è piaciuto molto costruire torri, piramidi, palazzi, figure... con dei cubetti di legno!
Insomma, secondo i nostri calcoli, se così si può dire, questa mostra è stata per noi molto interessante.


E per finire, un giallo scritto dalla 2B e pubblicato con il consenso della... vittima

Suonò il primo campanello delle 8.00 e la nostra classe si precipitò in aula 13, per le due ore di italiano. Come sempre ci mettemmo con la solita disposizione: a partire dal fondo c'erano Marco e Laila, di cui le sottoscritte avevano un sospetto di fidanzamento..., nel banco di fianco vi erano Vania e Lucia.F che già fin dalle elementari non si dividevano mai, per questo le avevano soprannominate "le appiccicose".
Nell'ultimo banco a destra c'erano Andrea e Lisa, i più intelligenti della classe, che si ostinavano a rimanere in fondo perché dicevano:
- Due ragazzi così intelligenti, capiscono tutto anche da qui! &endash;
La seconda fila era la più spassosa; infatti c'eravamo noi, Giada e Lucia. Venti centimetri più a sinistra c'era Steven, che non perdeva occasione di copiare; a distanza dovuta c'era Leandro, uno spasimante di Laila, ma lei non lo guardava. Poco più in là, seduti ai bordi del banco perché non volevano toccarsi, c'erano Michela e David. Per finire, nel banco vicino alla cattedra, Ilaria, da sola, avrebbe voluto stare vicino a Vania, ma le due (Vania e Lucia.F.) erano inseparabili!
Alle 8.05 entrò con la professoressa di italiano Luca Bonsignore, il campione svizzero di ginnastica artistica. Chiese:
-Dove posso sedermi?-
Michela mandò David vicino a Ilaria, e al suo posto si sedette Luca... Era evidente il colpo di fulmine! Dopo le due ore di italiano eravamo tutti a ricreazione. Stavamo parlando del concerto dei Lunapop quando si sentì un grido... Lucia era appena caduta dal terzo piano della scuola!
Era in un mare di sangue e la testa le stava appena attaccata al corpo. Fu subito avvisato il direttore, che ci fece entrare tutti nell'atrio della scuola. Il direttore mandò a chiamare la professoressa di italiano e il bidello Anselmo per sapere se qualche allievo era rimasto nella scuola durante la ricreazione. Le risposte furono immediate: erano rimaste dentro solo Chiara, allieva di 4A, in corridoio, Vania in biblioteca, Lucia in classe, Ilaria e noi due in bagno.
Ci portarono in aula 13, l'aula del delitto. Intanto era arrivato il commissario: aveva uno sguardo un po' addormentato e così capimmo che aveva bisogno d'aiuto. Scartammo subito la ragazza di 4A e Vania perché la bibliotecaria le aveva viste leggere in biblioteca. Il commissario fece uscire Vania e Chiara. Ci consultammo e un secondo dopo lasciammo Ilaria e il direttore da soli per scendere di sotto. Vedendo il fondoschiena di Lucia ci si schiarirono le idee. Risalimmo e spiegammo tutto al commissario:
-Vede, poco prima del fattaccio, eravamo in bagno con l'Ilaria e la vedemmo provarsi il nuovo rossetto sul palmo della mano. Se lei osserva i pantaloni bianchi di Lucia F. noterà che sono macchiati di qualcosa molto simile a quel rossetto...! Inoltre, se guardiamo sotto la finestra è probabile che troveremo il cerotto che aveva messo ieri l'Ilaria dopo essersi fatta una ferita col taglierino e che stamattina portava ancora..., mentre adesso, strano, non porta più! Che sia la conseguenza di una colluttazione?-
Ilaria, vedendosi scoperta, scoppiò in lacrime e singhiozzando disse:
-Sì, lo ammetto, sono stata io. Stavo tornando dalla ricreazione e vedendo quella "intrigante" d'una "ruba-amiche" sporgersi dalla finestra... non ho resistito alla tentazione di liberarmene per sempre! Finalmente la Vania potrà accorgersi di me!-

Povera illusa: oramai a badare a lei non potranno essere altri che i guardiani della prigione !!!

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