IL MAGGIOLINO 5

maggio 1999

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Rileggo i cinque numeri de IL MAGGIOLINO apparsi finora (sono già trascorsi due anni dalla nascita del nostro giornale di istituto!) e mi accorgo che c'è una trama precisa che collega un numero all'altro: una trama che permette al lettore di seguire il tragitto di un lavoro scolastico che vogliamo sempre di più aperto verso l'esterno. Noi - intendo dire "i docenti dell'istituto" - abbiamo scelto un itinerario che è un susseguirsi di "percorsi operativi", la cui caratteristica è quella di fondarsi sul principio del lavorare insieme. E abbiamo, naturalmente, associato al nostro lavoro in comune gli allievi.

IL MAGGIOLINO che ora avete tra le mani testimonia il vissuto di docenti e di allievi in alcuni percorsi operativi che hanno contraddistinto questo anno scolastico: ci sono contributi provenienti da tutte le classi, perfino dagli allievi delle 5e elementari di Breganzona e di Muzzano: coloro che, fra pochi mesi, frequenteranno il nostro istituto e che - anche questa è prassi - hanno avuto l'opportunità di lavorare alcune giornate con allievi di scuola media. Un altro "fil rouge" percorre i quattro precedenti numeri de IL MAGGIOLINO e li collega a questo: è l'avvicinamento al nuovo edificio scolastico. IL MAGGIOLINO era nato, nel 1997, con l'inizio della costruzione del nuovo stabile; e ogni numero ha reso conto del procedere dei lavori e dell'attesa che c'è, in ognuno di noi, per il trasloco nella nuova sede.

In questi giorni stiamo aspettando cinquecento casse: è il fabbisogno che è stato valutato per contenere il materiale che dovremo portarci appresso per andare in via Camara. Gli addetti ai lavori hanno già tutto programmato: per la 29esima settimana dell'anno è prevista la consegna dei mobili (tutti nuovi!) che arrederanno i nuovi locali; la 30esima settimana sarà dedicata alle grandi pulizie finali; la 31esima (sarà l'inizio del mese di agosto) al trasloco del materiale. Ognuno di noi, oltre a ciò che metterà nelle cinquecento casse, porterà nel nuovo edificio la voglia di fare che traspare dai contributi a questo numero de IL MAGGIOLINO: una voglia di fare che tende al raggiungimento di uno degli scopi illustrati nel nostro progetto educativo: "lavorare, grazie a un approccio progettuale e interdisciplinare, con allievi più motivati, responsabilizzati dal lavoro d'équipe e dallo spazio che è dato loro, anche grazie alle possibilità offerte dall'integrazione dell'informatica nell'insegnamento, per costrursi il sapere in maniera attiva e dinamica, attorno a problemi reali e attuali, sfruttando al meglio le risorse a disposizione".

Dimenticavo: se ci vorrete chiamare nel nuovo edificio, dopo la metà di agosto, annotate il nuovo numero di telefono: 815.32.11.

Mare Dignola


3C: italiano, geostoria e visiva insieme per un lavoro ad ampio respiro sul nostro Cantone

Il Ticino nei suoi molteplici aspetti culturali

Da alcuni anni coltivavo l'idea di inserire nell'ambito del programma di italiano di terza o quarta Media lo studio di autori ticinesi o stranieri che avessero però dedicato parte della loro opera letteraria alla nostra terra. Tutta una serie di positive coincidenze, che per ovvi motivi risulterebbe prolisso elencare, ha fatto sì che durante l'anno scolastico che sta per terminare, con la classe 3C fosse possibile la realizzazione di questo progetto. Si è così cercato di avvicinare i ragazzi alla realtà nella quale vivono, non solo attraverso la lettura e l'analisi di testi di opere di scrittori ticinesi (Giorgio e Giovanni Orelli, Plinio Martini, Giuseppe Zoppi, Francesco Chiesa,...), ma anche mediante la visione di sceneggiati (La maestra di Muzzano, Il Voltamarsina) o di programmi radiofonici e televisivi che avessero come tema centrale aspetti del nostro cantone.

Le frequenti uscite hanno sicuramente contribuito a far conoscere più da vicino non solo la realtà di oggi, ma pure quella legata a tradizioni e usanze del nostro passato e, perché no, a proiettare i ragazzi nel mondo ticinese di domani. Si può perciò dedurre che non si sono solo toccati argomenti letterari, ma si è sconfinato nella storia, nella geografia, nell'arte, nella politica... La collaborazione dei docenti di educazione visiva e di geografia e storia è stata dunque preziosa. Al professor Pedroli si devono le esaurienti spiegazioni alla pinacoteca Züst, a Lugano, dove abbiamo visitato i monumenti più significativi e alla mostra di Gino Pedroli a Mendrisio. Un ringraziamento va pure al professor Benzoni per aver permesso ai ragazzi di meglio comprendere la tradizione della sagra di San Martino a Mendrisio, la mostra a Villa Ciani sul bicentenario dell'indipendenza ticinese, la storia dei castelli di Bellinzona e lo studio del territorio della regione bellinzonese. E' da sottolineare positivamente anche la disponibilità di enti quali la televisione e la radio che hanno messo a disposizione collaboratori competenti durante le visite ai rispettivi studi.

A conclusione di questa prima, e sicuramente positiva esperienza, di cui anche la maggior parte delle riflessioni degli allievi qui riportate sono una tangibile dimostrazione, si ha comunque l'impressione di aver lasciato sul terreno ancora molta materia da esplorare. L'approccio alla realtà ticinese non ha toccato che pochi aspetti, malgrado l'ampio ventaglio di possibilità che sono state prese in considerazione, a riprova di quanto la nostra terra possa essere feconda in campo letterario, artistico, storico... Il discorso non si esaurisce certo qui, ma lascia aperto uno spiraglio sul futuro: l'argomento potrebbe infatti essere ripreso e approfondito il prossimo anno scolastico.

Mi sembra infine opportuno concludere queste considerazioni con un pensiero significativo di Giuseppe Mondada dalla prefazione della sua opera SU E GIU' PER IL TICINO (Istituto Editoriale Ticinese-Bellinzona-1979) che riproduce in modo significativo uno degli scopi di questa esperienza.

"Ritengo, quindi, giusto che la scuola al più presto possibile e attraverso tutte le sue molteplici attività porti gli allievi alla conoscenza del nostro paese in parecchi dei suoi particolari aspetti. Dalla conoscenza deriverà quale logico corollario, il piacere di rispettare, di avvalorare anzi, le nostre cose più ricche di significato anche se modeste. L'allievo di oggi, se abituato a guardare con occhi aperti il suo paese, fattosi cittadino, sarà meglio preparato e indotto a riflettere e a studiare nei loro vari aspetti i problemi ambientali. E' giusto spingere per tempo lo sguardo anche oltre la ristretta siepe dell'orto e veder grande; però la comprensione umana acquista senso e significato se ha come prima esperienza e conoscenza la collettività della quale siamo parte in persona prima."

Roberta Sormani Prati

 

"Quest'anno durante le ore di italiano ci siamo chinati su un programma diverso dal solito e abbiamo parlato del Ticino culturale e storico. Tutto ciò è stato molto interessante, un po' per evadere dai soliti programmi scolastici, ma soprattutto come esperienza molto utile per scoprire le nostre radici."

Andrea e Michael

"Anche se questo programma poteva risultare molto interessante, a volte è stato però un poco noioso, perché non sempre i soggetti delle mostre sono stati interessanti. Forse perché noi, essendo ancora giovani e ignari di cosa sia l'arte, non le potevamo capire o apprezzare. Infine, potrebbe essere interessante estendere questo programma, studiando magari altri cantoni per confrontarli con il nostro."

Giancarlo e Fabio

"Il primo argomento affrontato (gli autori ticinesi) non ci ha interessato più di tanto perché il contenuto dei testi che abbiamo letto non era avvincente. Invece le visite ai musei sono state molto belle e istruttive. La pinacoteca Züst è stata fantastica, perché abbiamo potuto ammirare quadri bellissimi!"

Manuela B. e Manuela P.

"Ci è particolarmente piaciuta l'esposizione fotografica dedicata a Gino Pedroli a Mendrisio. Splendide foto in bianco e nero ci hanno mostrato vari momenti della vita dell'epoca. In generale, la variante innovativa di quest'anno ci è piaciuta molto, perché ci ha permesso di conoscere più approfonditamente i molteplici aspetti del Ticino e le tante uscite divertenti, ma al contempo istruttive, ci hanno permesso di "imparare giocando"."

Paola e Gaia

"Durante una delle uscite abbiamo anche avuto il privilegio di avvicinarsi alla politica in modo divertente, simulando una seduta del legislativo, dove abbiamo avuto la piacevole visita del'On. Marco Borradori. Questo speciale programma è riuscito a toccare diversi argomenti di varie materie. La troviamo quindi una piacevole proposta perché non troppo impegnativa. Sicuramente da ripetersi in futuro!"

Linda e Denis


Open 2001

"Quest'anno la cosa che mi è piaciuta particolarmente è stato OPEN 2001, compreso OCCHIO ALLA PUB. Ho imparato a migliorare il lavoro di gruppo e a collaborare gli uni con gli altri. Anche se non ho avuto ruoli importanti, non mi dispiace perché avevo la possibilità di vedere come lavoravano i miei compagni e aiutarli se avevano bisogno. Il tutto fa bene, perché anche se perdiamo delle lezioni non vuol dire che OPEN 2001 sia meno importante, o serva solo per sfogarsi, scatenarsi e sottovalutare tutto il lavoro. Non c'era niente che poteva fermarci, bello o brutto tempo. In un certo senso era anche divertente vedere le gaffe che facevamo.

Adesso stiamo progettando un nuovo spot contro il razzismo: la cosa mi piace molto, per questo cerco di trovare più idee che posso così magari, anche se non con la mia idea, potremo realizzarlo. Sicuramente non riusciremo a farlo capire a tutti i grandi ma a quelli più piccoli probabilmente sì, così i razzisti inizieranno a... scarseggiare.

Verso la fine dell'anno abbiamo trascorso qualche ora durante tre settimane con gli allievi di quinta elementare, con loro abbiamo lavorato sui vari modi di trasportare la merce attraverso il passo del San Gottardo nelle diverse date o annate, il ponte del Diavolo, le ferrovie, le autostrade e AlpTransit.

Non è da tralasciare il resto del lavoro svolto, nel corso dell'anno, con un certo ritmo e con dei buoni risultati (secondo me)." Morin

"OPEN 2001 mi è piaciuto molto, ma mi sarebbe piaciuto molto di più se avessimo potuto decidere con più libertà, che cosa avremmo fatto sul "set di OCCHIO ALLA PUB". Questa trasmissione, creata dalla mente di Stefano Ferrari, piena di fantasia e creatività, credo che farà molto pensare il telespettatore, visto che è interpretata da soli ragazzi. OPEN 2001, progetto che crescerà con noi fino in quarta, si sta espandendo su alcune delle nostre materie scolastiche: ad esempio a francese siamo collegati via Internet per dialogare con l'Egitto e, anche se di meno, con il Canada; a matematica abbiamo scoperto che in diversi paesi si usano unità di misura diverse. Trovo che questo lavoro sia interessante e spero che l'anno prossimo si intensifichi ulteriormente."

Alessandra

"Per ora il progetto mi è sembrata una cosa istruttiva e divertente al tempo stesso, una vera miscela esplosiva. In particolare mi è piaciuto OCCHIO ALLA PUB, perché mentre si recita ti sembra come una vera professione, quasi quasi veri presentatori. Spero che tutto ciò duri ancora per molto."

Stefania

"In tutto il progetto di Open a me sono piaciute molto le interviste perché per noi è stata un'esperienza nuova e interessante e abbiamo imparato a non emozionarci davanti a una telecamera. E' anche molto divertente allenarci a parlare il francese scambiandoci messaggi con altri paesi, e nel frattempo sapere come vive la gente del Canada, della Russia,..."

Antonella C.

"Di OPEN 2001 mi è piaciuto davvero tutto, ma in particolare "OCCHIO ALLA PUB", perché ho imparato che non ci si deve MAI arrendere davanti ad un ostacolo. Però durante tutto l'anno scolastico mi è anche piaciuta la giornata U.P.I."

Laura


Open 2001 è anche attività di armonizzazione con le classi di 5ª elementare

Prepararsi alla Sme lavorando con noi

Un grande lavoro in team: 80 allievi alla ricerca di testi, dati, immagini, links su Internet, il tutto assemblato (in francese!) per un documento di storia del San Gottardo spedito via Email ad una classe del Lycée el Haram del Cairo (Egitto).

Ma come l'hanno vissuta i futuri nostri allievi di 1ª media ?

"In generale l'esperienza è stata positiva. Molti di noi sono entrati per la prima volta alle medie e anche se a settembre entreremo nel nuovo edificio, abbiamo potuto respirare un po' d'aria nuova."

"In particolare ci è piaciuto lavorare al computer. L'aula di informatica ci ha veramente impressionato per i numerosi iMac colorati e ben disposti sui tavoli. Altre aule visitate erano invece piuttosto squallide e spoglie. La biblioteca ci è sembrata meno fornita della nostra, ma i libri erano sicuramente più complessi."

"Con i ragazzi di 2C abbiamo avuto un buon scambio di idee, anche se il tempo non ci ha permesso di conoscerci meglio. Ci siamo accorti del diverso ritmo di lavoro e che davano del "lei" ai professori. Qualcuno di noi si è annoiato, perché non sapeva bene cosa fare, aveva l'impressione che facessero tutto i ragazzi delle medie, altri hanno detto che ci hanno aiutato molto."


I ragazzi della 2A raccontano per IL MAGGIOLINO la loro esperienza di lavoro in comune

2A... bici

Cari lettori, la classe 2A, con l'aiuto di alcuni docenti, ha intrapreso un lavoro di ricerca a gruppi sul tema "la bicicletta". Ogni gruppo si è occupato di approfondire un argomento relativo al tema, prima raccogliendo materiale e poi sviluppando un progetto il cui prodotto verrà presentato in una mostra nella nuova sede all'inizio del prossimo anno scolastico. Per il nostro giornalino ogni gruppo presenta un estratto del proprio lavoro. Questa attività è stata pensata con lo scopo di abituare gli allievi a collaborare nella realizzazione di un lavoro complesso, che coinvolge competenze legate a diverse discipline e che offre parecchie possibilità di approfondimento; molti sono infatti gli argomenti che si potranno anche in seguito sviluppare in comune o nell'ambito delle singole materie.

Il nostro gruppo si è occupato della storia della bicicletta, e così abbiamo pensato di scrivere questo pezzo che descrive qualcosa che risale al 1860.

Tutti sembrano concordare che la moda fu molto influenzata dall'abbigliamento ciclistico. Sembra addirittura che ciò fornì un punto a favore dell'adozione delle mutande! Ma soprattutto si videro molte giovani donne in pantaloni, in gonnellino e calzoni, e con altri indumenti sportivi, e questa voga insegnò loro anche l'utilità delle tasche, gli risparmiò di sollevarsi le gonne, e gli diede il gusto di vestiti con cui potevano sedersi, camminare, o sdraiarsi più comodamente, e persino pedalare. Ma, più importante ancora, l'abbigliamento ciclistico contribuì a liberare le donne dal busto, o in ogni modo le indirizzò sul cammino della libertà. Se le mutande erano un lusso, oltretutto discutibile, i busti erano considerati necessari in pratica a tutti i livelli della società. Anche strutture meno maestose potevano essere una tortura e minacciare i visceri che comprimevano: le donne se potevano si nascondevano negli angoli bui del teatro o del palco dell'opera per sfilarsi il busto, incartarlo in un giornale, e respirare più liberamente; ma molte non ne avevano la possibilità. Questo non sembrava importare molto, finché la voga ciclistica non fece puntare il dito sulla costrizione operata dal busto, spingendo migliaia di giovani donne a ribellarsi contro il grave impedimento alla loro libertà di pedalare.

"Questo lavoro è stato abbastanza impegnativo e divertente allo stesso tempo. Al nostro gruppo è piaciuto soprattutto scovare il passato della mountain bike, dal disegno di Leonardo da Vinci e dei suoi allievi fino alle biciclette moderne. E' stato interessante scoprire che la donna del 1860 era uno scandalo con i pantaloni! In parole povere: è stato molto divertente."

Irene, Candy, Luigi e Cesare

 

Arte

Il gruppo "la bicicletta nell'arte" ha analizzato, descrivendo e commentando, quadri, canzoni e racconti, in cui la bicicletta è la protagonista. Per voi lettori abbiamo scelto di presentare il nostro lavoro effettuato sui quadri "dinamismo di un ciclista" di Umberto Boccioni, nato a Reggio Calabria nel 1882, morì giovane, a soli 34 anni, per un incidente cadendo da cavallo, nell'agosto del 1916.

 

La bicicletta e lo sport

Abbiamo scelto questo argomento, cioè sport, perché ci sembrava molto interessante. Abbiamo potuto sfruttare Internet per cercare delle carte geografiche con rappresentati i percorsi delle gare più importanti. Grazie al professor Selmoni avremo, prossimamente, l'opportunità di intervistare il ciclista professionista Mauro Gianetti e i ciclisti Croci Torti e Weilenmann, che sono stati campioni del passato. Sul prossimo numero del MAGGIOLINO vi racconteremo le loro imprese e le loro esperienze. Le domande per l'intervista sono già pronte.

Stefan Attenhofer, nostro compagno di quarta media e ciclista alle prime armi, ha risposto a parecchie domande. Le impressioni che abbiamo ricavato dalle sue risposte sono le seguenti:

- il ciclismo, pur essendo uno sport faticoso, appassiona molto;

- per emergere e diventare un professionista bisogna "pedalare molto";

- già per i ragazzi fare ciclismo è impegnativo e "ruba" molte ore al tempo libero e allo studio, quindi bisogna organizzare tutto nel miglior modo possibile.

Attenzione! La bicicletta da corsa di Stefan è costata circa 7000 Fr. Pensateci bene prima di intraprendere questo sport. Lo scopo di questo lavoro è di saperne di più sulla bicicletta, di imparare a fare una ricerca, di collaborare con i compagni e di imparare ad utilizzare i vari mezzi di informazione.

"Iniziare questo lavoro sulla bicicletta è stata un'esperienza divertente perché abbiamo scoperto delle cose che non sapevamo. Non è stato facile trovare delle informazioni su pittori, canzoni e poesie: la nostra biblioteca è un po' povera. Alcune situazioni erano critiche (non sapevamo come affrontarle), ma sono state risolte. All'inizio siamo stati sfortunati, però, grazie a questi tre giorni, siamo riusciti a portare avanti il lavoro e a terminarlo con impegno. Siamo molto soddisfatti di quello che abbiamo fatto; speriamo che piaccia anche agli altri. Sarebbe molto bello se in futuro potessimo organizzare un'altra esperienza simile."

Tatiana, Yannick, Francesco e Giulio

 

Noi e la bicicletta: medicina e salute

Il doping è un'assunzione di sostanze che aumentano le prestazioni di un atleta. La parola doping deriva dall'inglese "TO DOPE", che significa "drogare". Grazie a dei prelievi di sangue si può scoprire se lo sportivo ha assunto sostanze illecite. Diverse sono le sostanze proibite che un atleta non può prendere.

 

ALCUNE FRASI DETTE DAI PROFESSORI

• Mi dispiace molto che la questione doping sia così diffusa in molti sport.

• È peccato che questi " avvenimenti " danneggino l'immagine dello sport.

• Il fenomeno del doping è molto complesso.

• Sono contrario a tutte le droghe per il semplice motivo che l'uomo non ha alcun bisogno di queste sostanze per ottenere prestazioni fisiche o mentali al di sopra del normale.

• Sono contrario perché lo sport non deve sottostare al mercato della droga.

• Lo trovo una cosa scorretta, che toglie allo sport il suo vero senso.

• L'uso di sostanze " dopanti " permette agli atleti di andare sempre più forte, ma toglie loro qualcosa di molto più importante: la credibilità e la salute.

• Mi sembra qualcosa di " disonesto " verso se stessi e verso gli altri.

"In questi tre giorni abbiamo portato avanti il nostro lavoro che a volte si è rivelato molto complicato. Il nostro scopo, prima di questi tre giorni, era quello di comporre un articolo per IL MAGGIOLINO. Lo scopo è stato raggiunto con un buon risultato. Questa esperienza è stata molto interessante ed istruttiva. E' stato divertente lavorare con i nostri compagni, a parte qualche discussione."

Sarah, Nina, Giorgio, Manuel Budak e Patrick

"E' stata un'esperienza interessante perché abbiamo imparato cose nuove. All'inizio abbiamo avuto qualche problema ad organizzarci, ma poi, quando avevamo più materiale, il lavoro è filato liscio. E' un'esperienza da ripetere, ci siamo divertiti molto. L'unico problema è che in tre giorni non si possono sviluppare molti argomenti."

Chiara, Deborah, Manuel Boffi, Andrea ed Edoardo


Tra Internet e la soffitta

Continuano le esperienze di collaborazione interdisciplinare e di apertura verso l'esterno in 3B: PSG 98 che ora, anche grazie alla SUPSI di Manno è visibile su Internet, un fascicolo di ricerche di scienze e Progetto Comune pubblicato nel Bollettino del Municipio di Breganzona.

La scuola media entra in Municipio

Un programma ambizioso: studiare il funzionamento del Comune, oggi e nel passato per cercare di contribuire ad elevare il grado di conoscenza delle istituzioni e dei servizi comunali da parte del cittadino, collaborando alle pubblicazioni ufficiali del Municipio. Dopo il San Gottardo, tocca ora al Comune di Breganzona essere al centro dell'attenzione interdisciplinare della classe 3B.

Stabiliti i contatti per la collaborazione con le strutture comunali, due giorni di lavoro a gruppi nelle scorse settimane hanno gettato le basi della parte centrale della ricerca che si svilupperà nel prossimo autunno quando, freschi e riposati dalle vacanze, ci ritufferemo in questo nuovo progetto... Ma intanto i contorni della ricerca hanno già preso forma: un occhio al funzionamento della democrazia che emerge dai risultati delle elezioni e un'attenzione particolare all'evoluzione storica di Breganzona ricostruibile attraverso i documenti dell'archivio comunale. Il tutto inserito nel contesto ticinese da studiare nei polverosi "Fogli Ufficiali" del secolo scorso ritrovati nella soffitta della nostra scuola così come su http://www.ti.ch, il sito web dell'Amministrazione cantonale!

In autunno sul Bollettino del Municipio i risultati del progetto: le ricerche storiche, lo studio sulla popolazione, un sondaggio tra i cittadini e persino un gioco per conoscere meglio il Comune di Breganzona! Sul prossimo numero del Bollettino del Municipio la presentazione del progetto...


Breganzona ricercata!

EISENACH - Ieri, alla terza edizione della Fiera Europea della Scrittura, tenutasi nell'appena inaugurato "Museo della scrittura moderna", per la prima volta è stata premiata una ricerca scientifica scritta da ragazzi di 13-15 anni. Il colpaccio l'ha fatto la scuola media di Breganzona che si trova nella Svizzera italiana. Infatti gli allievi di 3B non hanno partecipato con una sola ricerca ma addirittura con un fascicolo di 30 pagine che comprende 10 interessantissime ricerche. A consegnare il fascicolo sono state la docente di scienze, la docente d'italiano, che ha collaborato alla correzione dei testi, e tre alunne Giulia G., Sabrina G. e Chiara M. già vincitrici di un concorso organizzato nel 1997 dal quotidiano italiano "La Stampa".

Abbiamo intervistato Sabrina G. che ci ha spiegato la procedura del lavoro. Ecco le sue parole: "All'inizio non pensavamo neanche di partecipare a questo concorso. Abbiamo iniziato scegliendo un tema scientifico che fosse di nostro interesse. Poi abbiamo cercato il materiale necessario nella nostra piccola ma utile biblioteca, diversi compagni hanno utilizzato Internet. Comunque, in un modo o nell'altro, tutti abbiamo trovato abbastanza materiale. Mentre scrivevamo abbiamo dovuto tenere conto dei termini tecnici, del vocabolario ogni tanto speciale e della grammatica. Dovevamo seguire un filo logico immedesimandoci nel lettore e tenendo conto che questo testo informativo doveva per forza insegnare qualche cosa. Poi l'abbiamo scritto a macchina. Alla fine ci siamo occupati dell'estetica, cercando un titolo corto, stuzzichevole ed adeguato, usando anche dei sottotitoli. Abbiamo dovuto tener conto dell'impaginazione, segnalare le fonti, scegliere delle illustrazioni interessanti senza dimenticare le didascalie. Un martedì abbiamo invitato alla lezione di italiano la signora Cavagna (professoressa di scienze) per parlare della possibilità di creare un fascicolo e decidere come impostarlo. Giovedì della stessa settimana la signora Barella (docente di italiano) ci ha fatto una proposta di partecipare a questo famoso concorso di scrittura. Ed eccoci qua!"

A questo punto diamo un consiglio ai nostri lettori: se volete un 6 1/2 a italiano e un 7 a scienze non esitate a seguire le orme della 3B! David e Giuliano


Un frullato di fiabe...offertovi dalla 1B

Itinerario di lavoro

In classe, durante la lezione di italiano con la signora Corti, abbiamo iniziato a leggere delle fiabe e a distinguerle dalle favole, dai miti, dalle leggende. All'inizio ci sembrava un lavoro difficile, ma continuando abbiamo capito i concetti e tutto è diventato più facile. Analizzando le fiabe abbiamo scoperto che non erano improvvisate, ma racchiudevano delle regole fondamentali, raccontando la vita di tutti i giorni. Con queste regole (le funzioni scoperte da V. Propp) abbiamo creato le nostre fiabe. Abbiamo disegnato venti funzioni su delle carte e poi ne abbiamo estratte a sorte alcune. Per rendere più avvincenti le storie bisognava essere fantasiosi. Bisognava anche fare dei compromessi, visto che c'erano due persone in ogni gruppo e si era limitati dalle carte. Il risultato ci è piaciuto e abbiamo considerato la possibilità di raccogliere i nostri scritti in un libretto. Dopo lunga discussione è stato scelto il titolo:

"FRULLATO DI FIABE".

Il frullato ci fa pensare a diversi ingredienti: anche le nostre fiabe hanno molti personaggi, sono ambientate in diversi luoghi, hanno diverse funzioni. Abbiamo poi scelto il disegno di copertina, fatto da alcune compagne. Il libretto era incompleto perché mancava ancora l'indice, che é stato realizzato da un gruppo di ragazzi. Lo scopo è di divulgare alcune informazioni sulle fiabe, quelle che abbiamo imparato facendo questo lungo lavoro. A gruppi abbiamo realizzato dei cartelloni, lavorando con vari strumenti come libri e immagini, abbiamo scritto testi a mano o col computer. Abbiamo poi deciso d realizzare una piccola mostra in biblioteca.

Questo lavoro è stato interessante e ci ha coinvolti molto. Abbiamo impiegato più tempo del previsto per discutere, metterci d'accordo, preparare i cartelloni in modo chiaro. Abbiamo fatto anche fatica a cambiare aula per usare i computer, che a volte non funzionavano bene. Abbiamo anche perso due dischetti. Ci è sembrato difficile iniziare il lavoro e smettere a metà perché il campanello suonava. E' faticoso dover rimettere tutto a posto perché le aule sono occupate da altri.

Ci piacerebbe farvi leggere le nostre fiabe er conoscere le vostre sensazioni e le vostre opinioni. Così potremmo scoprire i nostri difetti e i nostri pregi nello scrivere fiabe.

Alessandro e Derek (con l'aiuto di altri compagni)

 

Piccola inchiesta sulle fiabe

Abbiamo intervistato delle persone nella scuola e per strada, ecco le risposte ottenute:

1) Cosa le ricordano le fiabe?

- Le leggevo da bambino prima di dormire

- Pinocchio

- Il periodo dell'asilo

- Mi ricorda l'infanzia

- La spensieratezza

- La gioventù

- I tempi passati

Per la maggior parte degli intervistati le fiabe ricordano l'infanzia passata, cioè un periodo particolare della vita in cui le fiabe venivano raccontate in famiglia.

2) Se foste interprete di una fiaba che personaggio vorrebbe essere?

- L'eroe

- Peter Pan

- Cappuccetto Rosso

- Principessa

- La volpe o Pinocchio

- Raperonzolo

Tutti hanno risposto in modo differente, ma molti hanno scelto personaggi di fiabe conosciute, forse perchè sono tutti personaggi fantastici protagonisti delle fiabe.

3) Secondo lei le fiabe sono passate di moda?

- No, perché sono sempre una cosa che fa sognare

- No, perché di bambini ce ne sono sempre

- No, anche se purtroppo ai giovani d'oggi passa la voglia

- Non passano mai di moda, perché tutti noi abbiamo dentro un mondo magico, di cui parlano le fiabe

- No, perché le fiabe sono sempre attuali

- Assolutamente no!

- No, perché si raccontano ancora.

Tutti negano che le fiabe siano passate di moda, dato che ancora oggi ne vengono inventate e raccontate. In fondo le fiabe rimarranno sempre in ognuno di noi.

Aris, Francesco, Alessia, Maria, Davide e Tina


Spunti dalle attività sulla "diversità" affrontate in 1B con l'ausilio di una specialista

Confrontarsi con l'altro

Nell'ambito del lavoro iniziato con i ragazzi di 1B alla scoperta dell'altro, nel secondo semestre, durante la lezione settimanale di "ora di classe", sono state proposte agli allievi varie attività di riflessione sull'alterità, caratterizzate da una marcata componente ludica. Una di queste è stata proposta dalla signora Barbara Dell'Acqua, antropologa, che sta svolgendo un lavoro di ricerca nel quadro di un diploma di studi superiori di etnologia e di antropologia presso l'Università di Losanna.

Questo studio si prefigge di osservare come gli adolescenti percepiscono "l'altro", la diversità e le reazioni che questo confronto provoca in loro. Nel primo incontro, i ragazzi sono stati suddivisi in 5 gruppi di 5 allievi col compito di posizionare su una scala da 0 a 10, a seconda della vicinanza percepita, una serie di fotografie raffiguranti persone di diversa cultura, età, estrazione sociale ecc. Per decidere la posizione di ogni fotografia il gruppo ha dovuto discutere e talvolta negoziare le inevitabili differenze di opinione. Questa fase ha permesso agli allievi di confrontarsi con compagni portatori di valori più o meno diversi dai loro. In seguito i gruppi si sono poi ritrovati in sessione plenaria per una riflessione finale sulle modalità e le dinamiche sorte durante tale confronto.

In un secondo incontro ogni ragazzo ha scritto un tema libero prendendo spunto da una fotografia, scelta fra 5 proposte (due sono qui riprodotte). L'analisi di questi temi è in corso.

Camillo


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